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Anellini spaccati per artificiali: come scegliere le dimensioni

📅 4 Novembre 2026✍️ di Redazione⏱️ 3 min di lettura

Per scegliere le dimensioni degli anellini spaccati di un artificiale, parti dall’anellino montato in origine, se presente, e verifica tre cose: deve passare liberamente nell’occhiello, lasciare muovere l’amo o l’esca senza incastri e avere una robustezza adeguata all’attrezzatura e alle sollecitazioni previste. Un diametro maggiore non è automaticamente più sicuro: può alterare l’assetto dell’artificiale o far lavorare male l’amo.

Diametro: misura prima gli occhielli, poi controlla il movimento

La misura commerciale degli anellini non è universale: un numero indicato da un produttore può non corrispondere esattamente a quello di un altro. Per una sostituzione, confronta soprattutto il diametro esterno, lo spessore del filo e lo spazio interno con il pezzo originale. Se l’originale manca, prova l’anellino direttamente sull’occhiello dell’artificiale e su quello dell’amo o della paletta a cui deve collegarsi.

L’anellino deve entrare senza forzare l’occhiello, ma non deve essere così piccolo da bloccare l’articolazione. Muovi l’amo a mano in tutte le direzioni che può assumere durante il recupero e nel combattimento: non deve impuntarsi contro il corpo dell’esca né restare orientato in modo innaturale. Sulle esche con più ancorette, controlla anche che un anellino più grande non favorisca l’aggancio degli ami tra loro o alla lenza.

All’attacco anteriore, la libertà di movimento conta in modo diverso: un anellino può influire su come la lenza trasmette la trazione all’artificiale. Se l’esca nasce con un anellino, sostituiscilo inizialmente con uno di ingombro simile. Se nasce senza, non aggiungerlo per abitudine: prima verifica come è previsto il collegamento e prova l’esca in acqua dopo la modifica.

Spessore e tenuta: non guardare soltanto la misura

Due anellini dello stesso diametro possono avere resistenze diverse. Contano lo spessore del filo, il materiale, la qualità della lavorazione e la tenuta delle spire dopo l’apertura. La scelta deve essere coerente con il carico che possono trasmettere lenza, frizione, canna e ami, oltre che con la taglia dei pesci attesi. Senza un dato del produttore non è prudente attribuire a un anellino una portata precisa basandosi solo sull’aspetto.

La robustezza va però bilanciata con l’ingombro. Un anellino molto spesso può essere difficile da montare su un occhiello piccolo; su artificiali leggeri, più anellini sovradimensionati possono modificare galleggiamento, affondamento o nuoto. Se serve maggiore tenuta, cerca un componente più robusto che resti compatibile con gli occhielli, invece di aumentare indiscriminatamente il diametro.

La prova dopo il montaggio

Apri l’anellino con una pinza per split ring adatta alla sua taglia, separando le spire solo quanto basta per inserire l’occhiello. Evita di divaricarle eccessivamente o di piegare l’anellino di lato: una deformazione permanente può lasciare un varco nel quale il filo sottile potrebbe infilarsi o compromettere la tenuta del collegamento.

A montaggio finito, verifica che le spire siano tornate accostate e che l’anellino ruoti senza attriti anomali. Controlla che la punta dell’amo non tocchi stabilmente il corpo dell’esca e che gli ami non si sovrappongano più di prima. Infine prova l’artificiale in acqua, con un recupero lento e uno abituale: un nuoto alterato, un amo che si incastra o un’esca che cambia assetto sono segnali per tornare a una misura più vicina all’originale.

Sostituisci gli anellini deformati, corrosi o con spire che non si richiudono, anziché raddrizzarli ripetutamente. Prima di cambiare anche il tipo o il numero di ami, verifica le regole locali: in alcune acque e aree protette possono esserci limitazioni specifiche sull’attrezzatura e sulla pesca consentita.

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